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Addio a George Romero, il papà degli zombie al cinema

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È morto George Romero, considerato da tutti il regista che ha consacrato la figura dello zombie sul grande schermo

George Andrew Romero ci ha lasciati domenica notte a 77 anni. A confermare la notizia del decesso è stato il Los Angeles Time, che ha riportato le parole del suo produttore Peter Grunwald: Romero è morto nel sonno “dopo una breve ma aggressiva battaglia con un cancro ai polmoni“. Aveva accanto a sé la moglie Suzanne Desrocher Romero e la figlia Tina. Il regista horror è deceduto a Toronto, in Canada, dove aveva ricevuto la cittadinanza nel 2009.

La filosofia Romeriana attraverso la figura dello Zombie

Nonostante fossero già arrivati al cinema negli anni 40, Romero è considerato il padre degli zombie, con una trilogia dedicata ai non morti, inaugurata nel 1968 con “La Notte dei Morti Viventi“. Importante era il messaggio politico e sociologico contenuto in ogni suo lavoro. Il regista infatti, aveva come obbiettivo quello di sfruttare il genere come una potente metafora politica identificando negli zombie la massa indistinta di cittadini soggetta a pressioni esterne. Il titolo in cui traspare maggiormente la filosofia Romeriana è sicuramente “Zombi” (Dawn of the Dead), dove l’ormai famoso “Centro Commerciale”, diviene il simbolo della sua critica al consumismo: gli zombi siamo noi, ovvero un branco dominato dal desiderio di possedere e consumare, in uno stato quasi incosciente.

L’ultimo prodotto mainstream di Romero risale ormai nel 2005, ovvero “La Terra dei Morti Viventi“, che chiudeva dopo tantissimi anni, quella che da trilogia finì con il diventare una quadrilogia. In seguito il regista decise ancora di dedicarsi alla figura del non-morto, ma soltanto con progetti indipendenti come “Le Cronache dei Morti Viventi” e “Survival of the Dead“. Solo pochi mesi fa era stato annunciato “George A. Romero Presents: Road of the Dead”, nuovo capitolo della saga zombesca, con Romero nelle vesti di produttore e co-sceneggiatore . L’augurio è che questo progetto riesca comunque a venire alla luce tramite quelli che lo stesso regista newyorkese, aveva ormai identificato come i suoi eredi spirituali.